Curiosità


Monastero  di San Nicolò

Foto: Jaka Ivančič
Una delle attrazioni culturali di Ancarano  è il monastero benedettino si San Nicolò, risalente al XI secolo. È stato   attivo come monastero fino al 1641, oggi invece è stato adibito ad albergo a   quattro stelle.

Il monastero di San Nicolò con il parco e   la spiaggia, è nato come filiale del monastero veneziano di S. Nicolò al   Lido. Nel periodo invernale accoglieva un numero limitato di monaci, mentre   in quello estivo vi si riuniva un gran numero di visitatori provenienti dal   monastero principale. Nella prima metà del XVII secolo, la peste diminuì   fortemente il numero della popolazione, per cui i monaci abbandonarono il   territorio. L’ultimo prete abbandonò il monastero nel 1641. Più di cento anni   più tardi, il monastero ed i terreni vennero acquistati dalla famiglia nobile   capodistriana dei Madonizza. Nel periodo delle province illiriche di epoca   napoleonica, vi è stato collocato l’ospedale militare. Nel XIX secolo è sorta   in questa zona la spiaggia di San Nicolo, meta estiva favorita dai visitatori   triestini.
Monumenti  della II guerra mondiale

Foto: Jaka Ivančič
Nel 1943, dopo la capitolazione   dell’Italia, la zona della penisola di Ancarano era inclusa nella zona di   operazione della Germania di quel periodo. L’esercito tedesco, mobilitò tutti i cittadini perché costruissero rifugi, postazioni da imboscata e trincee   dove era previsto che sbarcassero le forze alleate nell’operazione Overlord,   proprio nel golfo di Trieste.
Nel mezzo dei vigneti a Punta Grossa, i   visitatori possono ancora ammirare i resti del lavoro svolto dalle linee di   difesa.
Patrimonio  tecnico di Ancarano

Foto: Občina Ankaran

Ai confini di Ancarano, nei pressi della   foce al mare del canale marginale di Ancarano, è collocata un interessante   costruzione, che rappresenta un vero tesoro per il patrimonio tecnico. Si   tratta della stazione di pompaggio delle acque piovane, costruita nel 1933   nella tipica architettura industriale di quel periodo. La sala macchine è una   vera e propria particolarità tecnica. È costituita da due motori diesel da   due cilindri e due pompe prodotte dalla nota ditta italiana Franco Tosi. La   particolarità di questi motori sta nel fatto che sono costruiti da motori   diesel da un cilindro ciascuno, perciò ognuno dei due motori diesel con due   cilindri, ha un proprio numero di serie (ogni cilindro il suo). Per trovare ulteriori   informazioni nell’Amfora.
Visita  dell’imperatore Francesco Giuseppe a Lazzaretto
Il golfo di S. Bartolomeo, rappresenta il   punto più settentrionale della costa del mare sloveno. Il mare nel golfo è   basso. La profondità massima non supera i 2 metri, appena dai 200 metri dalla   costa la profondità del fondale arriva a 5 metri. Mezzo metro a nord dal   golfo, su un territorio di 30 ettari, si estende la zona di coltivazione   della maricutura, che si estende anche nel territorio italiano.


Nel 1896 Lazzaretto è stato visitato   dall’imperatore Francesco Giuseppe, di cui testimonia la scritta sull’impalcatura   del portone d’entrata. La costruzione di Lazzaretto, ovvero dell’ospedale per   le malattie infettive, è cominciata del 1867. A causa dello scoppio di   numerose epidemie e delle numerose navi che attraccavano nel golfo di   Trieste, è stata necessaria la costruzione di un centro per la quarantena,   che per motivi di sicurezza doveva essere collocato lontano dalla citta’.
Unica   fattoria antica interamente preservata

Foto: Jaka Ivančič
Al confine meridionale di Punta Grossa,   sorge l’unica fattoria antica interamente preservata della costa slovena. La   fattoria, in Strada dell’Adriatico 33 e 33a, risale al XIX secolo. Nel mezzo   dei terrazzamenti coltivati si ergono gli edifici adiacenti   dell’appartamento, della cantina e della stalla.

Gli interni dell’edificio sono ben   conservati, assieme alle attrezzature e l’alto focolare aperto nella cucina.   Dal 2010, la fattoria è protetta come monumento di importanza locale (Fonte:   Registro del patrimonio culturale).
Patrimonio  archeologico

Foto: Jaka Ivančič
Nel Comune di Ancarano, a Punta Grossa e   lungo la costa possiamo trovare numerosi siti archeologici risalenti al   periodo romano. Nei pressi del Centro giovanile di cura e villeggiatura della   CRS di Punta Grossa è situato il molo sommerso, segnato in numerose carte   antiche. Numerosi reperti archeologici sono collocati anche sulla terraferma   e nei pressi della costa.

Anche nel golfo di S. Bartolomeo, sia sulla   terraferma che in mare, possiamo trovare resti di antichi insediamenti. Sulla   terraferma possiamo trovare ciò che resta della villa rustica, in mare invece   i resti dei moli portuali. Gli archeologi speculano che un tempo questa zona   sia stata sfruttata per l’allevamento dei pesci.