Questo è l’ennesimo di una serie di incidenti sempre più frequenti che dimostrano che il CPA non è stato pianificato e realizzato in modo adeguato, il che sta peggiorando, e non migliorando, la sicurezza contro le inondazioni nella zona della bonifica di Ancarano. Il Comune di Ancarano ha già rivolto diverse richieste alla direzione del Porto di Capodistria, l’investitore del CPA, per completare il progetto e riparare i danni già causati. Questo riguarda anche gli agricoltori che, a causa dell’invasione dell’acqua di mare sui terreni coltivabili, si trovano senza la possibilità di coltivare su un terreno altrimenti fertile.
Il Comune di Ancarano ha ripetutamente richiamato l’attenzione sull’attuazione inadeguata e dannosa per la natura e per le persone del CPA nell’ultimo anno attraverso richieste di controllo e di azione rivolte all’Istituto per la Protezione della Natura della Repubblica di Slovenia e all’Ispettorato per le Risorse Naturali e la Pianificazione Territoriale.