L’evento è stato organizzato dall’Università popolare di Capodistria e dall’Unione dei sindacati liberi della Slovenia, con il sostegno del Comune di Capodistria, del Comune di Ancarano e dell’Adria Ankaran Hotel & Resort.
La carenza di manodopera sta spingendo sempre più spesso molte aziende slovene ad assumere lavoratori dall’estero. I partecipanti alla conferenza hanno quindi parlato della situazione del mercato del lavoro, delle procedure di assunzione dei cittadini stranieri e della mobilità transfrontaliera, ma anche dell’importanza della conoscenza della lingua slovena, della comprensione interculturale e della collaborazione tra istituzioni, datori di lavoro e dipendenti.

Foto: Università popolare di Capodistria

Foto: Università popolare di Capodistria
I rappresentanti dell’Istituto di collocamento della Repubblica di Slovenia hanno illustrato la situazione attuale e le tendenze del mercato del lavoro, oltre al sostegno a disposizione dei datori di lavoro e di chi cerca lavoro. I rappresentanti dell’Unione dei sindacati liberi della Slovenia hanno anche messo in guardia dalle pratiche negative e dai rischi di sfruttamento dei lavoratori stranieri. Una parte speciale dell’incontro è stata dedicata alla lingua come uno dei presupposti fondamentali per un’integrazione sicura e di successo nell’ambiente di lavoro. Sono state presentate anche le opportunità per imparare lo sloveno e altre forme di sostegno per gli immigrati nell’Istria slovena.
Durante la tavola rotonda conclusiva, datori di lavoro, istituzioni e cittadini stranieri che vivono e lavorano in Slovenia hanno condiviso le loro esperienze. Le loro storie personali hanno dimostrato quanto siano importanti, per l’integrazione, la conoscenza della lingua, il tutoraggio, l’aiuto nella vita di tutti i giorni e la comprensione delle differenze culturali.
Il dibattito ha confermato che per garantire un’assunzione e un’integrazione di successo dei lavoratori stranieri non bastano solo delle procedure amministrative ben organizzate. Sono importanti un apprendimento accessibile della lingua, un sostegno adeguato, la comprensione interculturale e, soprattutto, la collaborazione di tutte le parti coinvolte.

Foto: Università popolare di Capodistria
«La regione Carsico costiera ospita la percentuale più alta di cittadini stranieri tra tutte le regioni slovene. Per questo la questione dell’integrazione degli immigrati non è un tema del futuro, ma della nostra realtà attuale», ha sottolineato alla fine Petra Verbič Prodan dell’Università Popolare di Capodistria, aggiungendo che l’ambiente locale ha tante conoscenze, esperienze e buone pratiche e, soprattutto, tanta voglia di collaborare.
Al termine dell’evento, gli organizzatori hanno annunciato che il dialogo tra esperti proseguirà in occasione dell’8ª edizione della conferenza “Sfide occupazionali della costa”.