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Matevž Stopar: “L’elettronica mi dà l’opportunità di capire come funzionano le cose”

L’elettrotecnica, l’arrampicata e la musica sono i tre mondi che il borsista di Ancarano, Matevž Stopar ha messo al centro dei suoi interessi. Il ventiduenne, laureato presso la Facoltà di ingegneria elettrotecnica (FE) dell’Università di Lubiana, di recente ha ricevuta la lieta notizia di poter continuare i suoi studi di master in Svezia.

“Circuito di controllo del display a cristalli liquidi con scheda di sviluppo programmabile”. Questo è il titolo piuttosto complicato per i profani dell’ingegneria elettrotecnica della tesi con cui Matevž Stopar si è laureato alla FE lo scorso dicembre. “In parole povere, si trattava di creare una scheda grafica per un display con una risoluzione di 800×600 pixel”, spiega. Ha cominciato ad interessarsi all’ingegneria elettrotecnica, o più precisamente all’elettronica, al liceo, quando gli è stata presentata per la prima volta da un conoscente che aveva studiato alla FE. La visita alla giornata informativa dell’università non ha fatto altro che rafforzare la sua convinzione che questo fosse il campo giusto per lui. “Mi piace l’elettronica perché posso combinare lo sviluppo di hardware e di software. Mi dà la possibilità di capire come funzionano le cose”, dice Matevž.

V marcu se je Matevž razveselil novice, da je sprejet na magistrski študij na švedski univerzi v Lundu. (Foto: Uredništvo) / A marzo Matevž è stato accettato per un master all’Università di Lund, in Svezia. (Foto: La redazione)

Ha presentato il suo progetto ad una conferenza internazionale

È uno studente che fa molto di più di quanto richiesto dal programma di studi, perciò risulta uno dei borsisti più di spicco di Ancarano. Ha iniziato la sua tesi nell’estate successiva al secondo anno di studi, l’ha sviluppata nel terzo anno e l’ha poi presentata alla Conferenza internazionale di ingegneria elettrotecnica e informatica di Portorose, alla fine di settembre dello scorso anno. Ha inoltre contribuito a preparare diversi altri articoli e progetti, anch’essi presentati alla conferenza di Portorose. “Ho avuto la fortuna di incontrare persone disposte a lavorare con me e dedicare del tempo a questi progetti. Un ringraziamento va naturalmente ai mentori che ci hanno sostenuto alla conferenza”, dice il giovane ancaranese. Dal terzo anno di studi in poi, inoltre, collabora con il Laboratorio di microelettronica della Facoltà di ingegneria elettrotecnica, dove mette alla prova nella pratica le sue conoscenze teoriche.

Ha lasciato presto la sua città natale, dove ha frequentato la scuola elementare, per proseguire gli studi secondari presso il Centro scolastico Sreček Kosovel di Sežana. Oltre all’ottima impressione della scuola e alle raccomandazioni degli amici, anche la vicinanza dell’allenamento di arrampicata ha contribuito a questa decisione. Matevž ha iniziato a praticare l’arrampicata all’età di cinque anni, inizialmente prendendo lezioni a Škofije, ma verso la fine della scuola elementare ha iniziato ad allenarsi a Sežana. “Ho praticato l’arrampicata per un periodo molto lungo e in modo piuttosto serio. Ho gareggiato fino alla metà del ginnasio, quando mi sono reso conto di essere una persona poco competitiva”, ammette Matevž con un sorriso. Nella seconda metà del liceo si è concentrato sull’arrampicata su roccia, che gli piace ancora oggi. Anche mentre studia, continua a mantenere una solida forma per l’arrampicata. Anche se non riesce ad andare in parete con la stessa frequenza di qualche anno fa, coglie ogni occasione per una breve fuga nella località spagnola di Margalef o a Positano, sulla Costiera Amalfitana.

Le corde del basso lo portano altrove

“Negli ultimi anni ho dedicato molto tempo alla musica”, ci racconta. Ha comprato il suo primo basso al ginnasio. Ogni volta che può, afferra lo strumento e si abbandona ai suoni che produce. “È un vero e proprio sfogo per me. Dopo l’università e il lavoro in laboratorio, mi concedo un’ora per suonare il basso dove riesco a dimenticare tutto e mi sembra di stare in un altro mondo”. È anche un avido ascoltatore di album. Gli piace dare una possibilità a tutti i generi, ma il jazz e il metal sono i suoi preferiti. Ha messo a frutto le competenze acquisite nella musica durante l’ultimo anno lavorando a Radio Študent, come membro della redazione musicale, selezionando musica, preparando programmi e scrivendo recensioni di album.

Ko le utegne, si Matevž privošči svojo najljubšo sprostitev – igranje na bas kitaro. (Foto: Osebni arhiv) / Quando può, Matevž si dedica al suo passatempo preferito: suonare il basso. (Foto: Archivio personale)

A marzo è arrivata la notizia che è stato accettato per un master all’Università di Lund, in Svezia. La facoltà in cui proseguirà gli studi offre, oltre a un programma interamente in inglese, un corso in “Sistemi integrati”, che non è disponibile qui. Abbiamo chiesto a Matvež cosa sono i sistemi integrati. “Oggi i sistemi elettronici sono molto complessi e non possono funzionare sotto un unico controllo, ma abbiamo bisogno di diversi sistemi più piccoli che si occupano in modo affidabile di aree più piccole e lavorino insieme come un sistema integrato più grande. L’esempio più banale è l’automobile, dove abbiamo molti sistemi più piccoli. Uno di questi è il sistema che controlla il motore dell’auto”, spiega il giovane ingegnere elettronico. Non ha ancora deciso cosa vorrebbe fare in futuro, ma sa per certo che ci sono ancora molte cose che vorrebbe imparare e capire nel meraviglioso mondo dell’elettronica.

La redazione

 

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