
Radoslav Marčan je že tretji mandat na čelu Ortopedske bolnišnice Valdoltra / Radoslav Marčan al terzo mandato a capo dell’Ospedale ortopedico di Valdoltra
Oltre al numero record di operazioni, avete raggiunto un ulteriore successo, ovvero avete chiuso il 2023 con un bilancio positivo. Congratulazioni!
“Grazie. Rispetto alla media degli anni passati, quando eseguivamo circa 4500 interventi, l’anno scorso, grazie al nostro programma fuori orario, abbiamo eseguito un numero davvero elevato di operazioni. 6018 è un numero considerevole e spero che quest’anno riusciremo ad avvicinarci a questo successo”. E credo che ci riusciremo, perché i miei colleghi stanno lavorando intensamente tutti i pomeriggi e tutti i sabati nell’ambito di un programma speciale, dedicato a pazienti con i tempi di attesa più lunghi e, del resto, inaccettabili, vanno anche oltre i 12 mesi”.
Come influisce lo sciopero della Fides sulle prospettive?
“L’impatto dello sciopero sul nostro lavoro è minimo. L’ultima verifica ha dimostrato che il tasso di cancellazione degli interventi è già sceso ad appena il tre per cento. Maggiori difficoltà sono state riscontrate nelle visite ambulatoriali, ma anche qui le cose stanno migliorando”.
Purtroppo si sente sempre più spesso parlare di medici che lasciano gli ospedali e di carenza di infermieri. Quanto è stabile la situazione del personale nell’Ospedale ortopedico di Valdoltra?
“Per quanto riguarda il personale medico, è molto stabile. I giovani che hanno iniziato a specializzarsi 11 anni fa, quando sono diventato direttore, stanno ritornando quali medici specialisti, il che è molto positivo. Abbiamo abbastanza infermieri laureati, anche se potremmo assumerne ancora qualcuno, ma il problema più grande è la carenza di infermieri di livello medio. Ne abbiamo a sufficienza per coprire il fabbisogno, ma se ci fossero assenze importanti, dovremmo riassegnare il personale. Stiamo lavorando duramente per acquisire altri infermieri e offriamo anche borse di studio. Di recente abbiamo rafforzato un po’ l’amministrazione e abbiamo modificato lo statuto, in quanto stiamo passando ad una gestione dualistica. Probabilmente in agosto pubblicheremo un concorso per l’assunzione di un direttore tecnico”.

»Želimo so, da bi v sodelovanju z Občino Ankaran v prihodnosti uspeli uresničiti projekt gradnje podzemne garažne hiše.« / Radoslav Marčan: “In futuro vorremmo poter realizzare il progetto per la costruzione di un garage sotterraneo assieme al Comune di Ancarano”.
Radoslav Marčan: “In futuro vorremmo poter realizzare il progetto per la costruzione di un garage sotterraneo assieme al Comune di Ancarano”.
Con l’annuncio dei risultati eccezionali dell’anno passato fatto a marzo, avete anche comunicato l’intenzione di investire le eccedenze delle entrate in progetti di investimento e sviluppo. E proprio a tal fine nel piano regolatore comunale è stato destinato all’ospedale ortopedico un buon ettaro di terreno edificabile a ovest del complesso dell’ospedale. Tutto ciò considerato quale direzione prenderà lo sviluppo dell’ospedale?
“Uno dei nostri obiettivi è quello di poter realizzare in futuro un progetto per il parcheggio sotterraneo da edificare sul territorio in collaborazione con il Comune di Ancarano, perché ne abbiamo bisogno noi, come anche i cittadini e i visitatori di Ancarano”.
Come descriverebbe i problemi di traffico e di parcheggio nella zona?
“Considerevoli! I nostri dipendenti, soprattutto quelli che arrivano per il turno di lavoro pomeridiano, a volte cercano per ben 20 minuti e non trovano parcheggi liberi. In questi casi, permettiamo loro di parcheggiare all’interno del complesso ospedaliero. Per alleviare il problema del parcheggio, il comune ha messo a disposizione il terreno di sua proprietà e questo per noi è davvero un grande aiuto: la pineta sopra la Strada dell’Adriatico, dove possono parcheggiare dipendenti, pazienti e loro visitatori”.
Altrettanto prezioso è l’aiuto che l’OBV offre alla comunità locale, dal momento che, fino al suo insediamento nel centro di Ancarano, i vostri locali ospitano l’ambulatorio di medicina generale, patologie croniche e prevenzione, nonché dentistico della Casa della Salute di Capodistria, attraverso i quali vengono fornite cure mediche a più di 3.000 pazienti identificati, sia a numerosi residenti di Ancarano sia ai cittadini nei dintorni. Allo stesso tempo, offrite anche strutture per i centri estivi per bambini, che inizieranno fra poco.
“Naturalmente, la collaborazione con la comunità locale è molto importante. L’OBV è di gran lunga il più grande ospedale ortopedico della Slovenia, con un’eccellente reputazione a livello internazionale, ma fa anche parte di Ancarano. Non possiamo fare a meno l’uno dell’altro. I centri estivi, ad esempio, rappresentano un vantaggio sia per il comune sia per i nostri dipendenti. Ci impegneremo affinché rimangano, anche dopo che gli attuali locali utilizzati per i centri estivi verranno riassegnati alla fisioterapia”.
Quest’anno quali sono i progressi nello sviluppo previsti?
“Stiamo ancora lavorando per diventare una clinica. Qualche anno fa, ci mancavano solo nove punti per raggiungere questo obiettivo, in quanto sui 14460 necessari ne abbiamo acquisiti 14451. Negli ultimi anni, abbiamo prodotto diligentemente articoli scientifici, contributi alla ricerca … Come detto, dobbiamo anche selezionare un nuovo direttore tecnico”.
Come procede lo sviluppo della medicina iperbarica?
“Attualmente stiamo formando il nostro personale, i nostri dipendenti frequentano corsi di formazione a Padova. Abbiamo ottenuto l’autorizzazione da parte dell’ Istituto di assicurazione sanitaria della Slovenia ZZZS per poter utilizzare i fondi ed offrire l’ossigenoterapia iperbarica, ma rimangono da sistemare ancora alcuni dettagli tecnici. Presumo che il servizio diventerà operativo in autunno”.
In che modo la medicina iperbarica può essere utile in ortopedia?
“In alcune malattie, come il diabete, la circolazione nelle articolazioni è scarsa. L’ossigenoterapia iperbarica accelera la guarigione arricchendo la parte del corpo interessata di ossigeno, essenziale per tutti i processi fisici. Tra le altre cose, dette terapie si sono dimostrate molto efficaci nel trattamento delle infezioni ossee. In questo settore, l’ospedale OBV è diventato uno dei centri più all’avanguardia non solo del paese, ma anche della regione e, più ampiamente, dell’Europa”.
L’OBV è famoso anche per due caratteristiche piuttosto insolite per un ospedale: i pavoni e le bellissime rose. Le capita mai di prendersi una breve pausa dal lavoro e fare una passeggiata per ammirarli?
“Vero, circa una volta al mese, mi prendo il tempo e scappo al mandracchio per schiarirmi un po’ le idee. Sa, gli impegni di lavoro non mancano mai come del resto gli inviti per le occasioni più disparate. Ciò nonostante riesco a entrare in sala operatoria almeno una volta alla settimana. Nei martedì sono riuscito a mantenere il programma e con piacere faccio quattro o cinque interventi al ginocchio. Questo mi dà sollievo. Inoltre, le mie capatine sul Slavnik nei fine settimana sono un ottimo antistress. È importante essere attivi! E per me è sempre stato così, da quando ero bambino. Quando vivevo ancora a Fiume, mi allenavo seriamente nel nuoto, due volte al giorno, tutti i giorni. Nel ’69 ho guadagnato il secondo posto in Jugoslavia nei 200 metri liberi! Sono anche entrato nella nazionale jugoslava come membro della staffetta. Poi, ho iniziato a studiare e non avevo più tempo per allenarmi con tanta assiduità. In seguito ho fatto anche immersioni, giocato a basket … Insomma, in un modo o nell’altro sono sempre stato attivo nello sport”.
Quindi probabilmente non ha bisogno di servizi ortopedici?
(Ride) “Per il momento ancora no!”.
Redazione