Luka Koper continua a nascondere i suoi piani di sviluppo alla comunità locale
Per diversi anni, il Comune di Ancarano ha cercato di ottenere dalla direzione della Luka Koper S.p.a. i documenti contenenti i piani di sviluppo del porto, senza riuscirci. In due occasioni (2023 e 2026), sia lo Stato che Luka Koper hanno rifiutato la richiesta di ottenere questi documenti in base alla legge sull’accesso alle informazioni di carattere pubblico. Al Comune di Ancarano è stato quindi negato l’accesso all’ ultimo documento valido o modificato del “Programma per lo sviluppo del porto di Capodistria per il trasporto internazionale per il periodo 2021-2025” e, nel 2026, al Piano strategico aziendale 2024-2028. Il rifiuto di concedere l’accesso è giustificato dal fatto che i documenti sono segreti aziendali e la loro divulgazione potrebbe danneggiare la posizione competitiva dell’azienda o i suoi interessi finanziari e commerciali; Luka Koper giustifica inoltre la natura di segreto aziendale facendo riferimento al suo status di entità critica ai sensi della legge sulle infrastrutture critiche.

Il sindaco Gregor Strmčnik ha presentato il materiale che dimostra l’intenzione della Luka Koper di costruire una postazione per petroliere per una lunghezza di 830 metri del molo II. (Foto: Comune di Ancarano)
Estensione del Molo II di 830 metri per l’allestimento di ormeggi per navi cisterna, la movimentazione di sostanze pericolose (prodotti chimici) e, tra l’altro, la movimentazione di gas di petrolio liquido (GPL).
Tuttavia, il Comune di Ancarano è riuscito a ottenere il materiale che dimostra che il piano di sviluppo portuale, accuratamente protetto, nasconde un progetto con impatti devastanti sul luogo, sull’ambiente e sulle persone. Si tratta di un incarico progettuale del 2023 per la redazione dello studio preliminare relativo alla “realizzazione di un nuovo posto di ormeggio per petroliere a ovest della testata del Molo II”.”. La base giuridica per la costruzione è il Piano regolatore nazionale (PRN) per il Porto di Capodistria. Secondo il progetto, il futuro ormeggio per le petroliere si estenderà (dall’attuale linea della testa del Molo II) per altri 830 metri nella parte interna del golfo di Capodistria. L’attracco consentirebbe l’ormeggio e la movimentazione simultanea di due navi cisterna di lunghezza fino a 300 metri. La progettazione delle attrezzature e della tecnologia segue i requisiti per la movimentazione di navi cisterna che trasportano sostanze pericolose, prodotti petroliferi liquidi e gas di petrolio liquido (GPL) e la costruzione di condotte di collegamento con l’entroterra. Dalla documentazione si evince chiaramente che il progetto avrà un impatto significativo sul Golfo di Capodistria. Si prevede che l’Amministrazione Marittima limiterà la circolazione intorno all’intera struttura, il che avrà, tra l’altro, un impatto significativo sul turismo e sul turismo nautico nel golfo.
Un resoconto più dettagliato del contenuto dell’incarico progettuale, che è stato respinto all’unanimità anche dai membri del Consiglio Comunale del Comune di Ancarano, è disponibile nel COMUNICATO STAMPA, che presenta anche la procedura di contenzioso con cui il Comune Città di Capodistria sta cercando di (ri)modificare i confini tra Ancarano e Capodistria in modo da portare l’area portuale interamente sotto il Comune di Capodistria. Anche su questo punto il Consiglio comunale di Ancarano è stato pienamente unanime e si è opposto con forza a tali intenti, invitando al contempo i consiglieri comunali degli altri tre comuni istriani a fare lo stesso.

Durante l’ultima riunione del consiglio comunale, i consiglieri comunali di Ancarano si sono opposti all’unanimità all’estensione dell’area portuale in mare e all’ampliamento del molo II a ovest, alla costruzione di nuovi ormeggi per le petroliere e all’installazione di attrezzature per la movimentazione di carichi liquidi – prodotti chimici, prodotti petroliferi liquidi e gas di petrolio liquido (GPL). (Foto: Comune di Ancarano)