La serata ucraina, che ogni anno attira circa 150 visitatori, è diventata in cinque anni un punto di riferimento per l’incontro interculturale. I visitatori hanno scoperto la cultura ucraina soprattutto attraverso la musica e la poesia, cogliendo così il messaggio che anche gli organizzatori dell’evento sottolineano: spesso la cultura non ha bisogno di traduzioni, perché la musica riesce a unire le persone a prescindere dalla loro nazionalità.
Anche quest’anno a tenere le redini dell’organizzazione e della conduzione dell’evento è stato Borys Kalashnikov, un giovane membro della comunità ucraina di Ancarano.
All’evento hanno partecipato anche il console dell’Ambasciata dell’Ucraina nella Repubblica di Slovenia Roman Teršovčin, la direttrice dell’Ufficio del Governo della Repubblica di Slovenia per l’accoglienza e l’integrazione dei migranti Katarina Štrukelj e il sindaco del Comune di Ancarano Gregor Strmčnik. Katarina Štrukelj ha definito la Serata ucraina una bella occasione per ricordare, in occasione della Festa dell’Indipendenza dell’Ucraina, anche l’importanza dell’integrazione delle persone nel contesto locale. Roman Teršovčin ha poi ricordato che, dall’inizio dell’invasione russa, sono arrivati in Slovenia più di 10.000 ucraini. Ha espresso la convinzione che in Slovenia si sentano ben accolti anche grazie all’aiuto e al sostegno che ricevono, sottolineando al contempo la speranza che, una volta finita la guerra, possano tornare a casa. Ha anche ricordato che i bombardamenti in Ucraina non accennano a diminuire e che molti civili continuano a subire le conseguenze della guerra. Anche il sindaco Gregor Strmčnik ha rivolto parole di sostegno alla comunità ucraina. «Qui siete i benvenuti, per tutto il tempo che servirà», ha assicurato agli ucraini che vivono ad Ancarano.
La quinta serata ucraina ha dimostrato ancora una volta che la cultura, l’ospitalità e la comprensione reciproca possono creare legami tra le persone e contribuire a un ambiente locale inclusivo.