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Pagina iniziale Amfora Un misterioso scoiattolo ha aperto uno scrigno pieno di ricordi di Valdoltra

Un misterioso scoiattolo ha aperto uno scrigno pieno di ricordi di Valdoltra

Durante un giorno di marzo, la signora Branka, volontaria della Croce Rossa, è arrivata nei locali della Croce Rossa, per l’esattezza sul terrazzo del Centro intergenerazionale di Ancarano e ha visto per terra un giocattolo d’altri tempi. Ha raccolto lo scoiattolo in finta pelle e peluche e lo ha appeso sulla maniglia della porta d’ingresso del Centro intergenerazionale.

L’insolito ritrovamento ha suscitato l’interesse della responsabile che si occupa delle attività del centro stesso, Martina Odar. È iniziata così la ricerca dell’origine dello scoiattolo e, già a prima vista, era evidente che fosse fatto a mano. Qualcuno aveva scritto sulla schiena del giocattolo due frasi che risaltavano in colore bianco: “Tante vittorie” e “KS Ankaran 89”. Uno scoiattolo molto simile è stato poi trovato a casa della nonna del direttore dell’Ente pubblico per la natura e la società Ancarano, Jani Krstić. Allora ce ne sono degli altri, è stato il primo pensiero. Poi è seguita una serie di domande: Da dove vengono? Quando sono stati fatti? Chi li ha fatti? A chi erano destinati?

Marija Lulić con lo scoiattolo che uno sconosciuto ha lasciato sul terrazzo del Centro intergenerazionale di Ancarano (Foto: redazione)

“Sono gli scoiattoli della signora Milka!”

Quando la domanda ha fatto il giro tra i visitatori abituali dell’Centro intergenerazionale, è subito stata trovata una persona che conosceva la risposta. La signora Marija Lulić di via Srebrnič ha risposto a raffica: “Sono gli scoiattoli della signora Milka!” In un’intervista per Amfora, l’ex infermiera dell’Ospedale ortopedico Valdoltra ha ripercorso ricordi vecchi di 50 anni, risalenti ai primi anni ’70, quando sotto l’egida dell’Ospedale ortopedico (allora denominato “Bolnica za kostna obolenja v Valdoltri”) c’era ancora una scuola elementare, ed i bambini lungodegenti potevano svolgere anche attività aggiuntive per passare il tempo in modo terapeutico. Ljudmila Starc – Milka era arrivata a Valdoltra da Stara Gora per insegnare ai bambini a svolgere dei lavoretti manuali.

“Nel padiglione c’era il reparto pediatrico, dove venivano curati i bambini con problemi alla colonna vertebrale, alle anche… All’interno dell’ospedale era stata organizzata una scuola proprio per loro, mentre nel seminterrato c’era un laboratorio dove si svolgevano le attività per stimolare la manualità. Lì, con l’aiuto della signora Milka, venivano realizzati anche questi scoiattoli cuciti e altri pupazzetti di diverse forme di animali, come pavoni, orsi… Per poterli realizzare dovevano servirsi di un ago speciale e filo. Erano realizzati in peluche e finta pelle, che Milka, se non sbaglio, riceveva dalla fabbrica Peko. Li riempivo a mano con l’ovatta. Per Capodanno, nel corridoio erano esposti anche dei babbi gelo e delle renne, tutti realizzati a mano”, ricorda Marija Lulić.

Lo scoiattolo vi invita a condividere un ricordo!
Grazie al misterioso scoiattolo del terrazzo dell’Centro intergenerazionale si è iniziato a recuperare i ricordi ormai dimenticati di Ancarano in cui, un posto importante, spetta anche all’ospedale di Valdoltra, che ha avuto notevoli impatti sullo sviluppo del luogo. Se desiderate condividere con i vostri concittadini i ricordi o le testimonianze sul periodo in cui a Valdoltra era attiva la scuola, scriveteci all’indirizzo info@amfora-ankaran.si.

Non si sa ancora chi abbia lasciato davanti al Centro intergenerazionale uno scoiattolo con la scritta “Tante vittorie”. (Foto: redazione)

Uno scoiattolino simile a quello trovato davanti al CIA è stato trovato dal direttore dell’Ente pubblico di Ancarano, Jani Krstić, presso l’abitazione di sua nonna. (Foto: Jani Krstić)

“Uff, avevamo la cantina piena di animaletti fatti a mano», Primož Majhen conferma le dichiarazioni di Marija. Sua madre Alenka era caposala all’Ospedale ortopedico Valdoltra e portava spesso a casa uno dei pupazzi della signora Milka, che era la loro vicina nel condominio di via Srebrnič. “Ricordo che tra questi c’erano anche dei pulcini di peluche di tutte le dimensioni. Purtroppo non ho più questi giocattoli, perché quando ci siamo trasferiti abbiamo dovuto svuotare la cantina”, aggiunge. Di Milka, da tempo ormai defunta, si sa che è sepolta nel suo paese natale, a Srobotnik presso Velike Lašče.

Estratto dalla rubrica Storia dell’ospedale sul sito web dell’Ospedale ortopedico Valdoltra
Nell’ottobre 1956 furono aperti una scuola elementare e un asilo per i bambini. […] Oltre alle lezioni, gli insegnanti si occupavano anche di attività aggiuntive per passare il tempo in modo terapeutico. Gestivano una serie di circoli (musicale, artistico, letterario – pubblicavano persino un giornalino, il Modri val, teatrale, di recitazione, scacchi, lavori manuali), ai quali partecipavano tutti i bambini malati.


Ljudmila Starc – Milka (a sinistra) e Jelena Lulić, madre della nostra intervistata Marija Lulić. (Foto: archivio personale di Marija Lulić)

 

 

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