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Reti da pesca abbandonate: un pericolo silenzioso per il mondo marino

Le guardie ambientali del Parco naturale Punta Grossa, durante il controllo di ieri della parte marina del parco e il monitoraggio delle condizioni sottomarine nella zona della baia di San Bartolomeo, proprio al confine con l’Italia, si sono imbattuti in una vecchia rete da pesca abbandonata. Quando l’hanno tirata fuori dal mare, hanno notato che al suo interno c’erano numerosi organismi marini intrappolati: granchi, lumache e molluschi.

  • Data pubblicazione: 12.8.2026
Reti da pesca abbandonate: un pericolo silenzioso per il mondo marino

Questo ritrovamento richiama ancora una volta l’attenzione sul problema delle reti da pesca abbandonate, smarrite o gettate via, che possono rimanere sul fondale marino per molto tempo dopo che i pescatori le hanno perse, involontariamente o di proposito. Le reti continuano a “pescare” e rappresentano quindi una trappola mortale per gli organismi marini; allo stesso tempo, possono danneggiare il fondale marino e mettere in pericolo anche i sommozzatori.

Gli organismi marini possono rimanere impigliati in queste reti e morire, e poi i loro resti attirano altri animali, che a loro volta rimangono intrappolati. È un circolo vizioso che può durare diversi anni.

Una vecchia rete da pesca, che le guardie ambientali del Parco naturale Punta Grossa hanno trovato sul fondo del mare nella baia di San Bartolomeo, era piena di organismi marini morti.

Hai notato una rete abbandonata mentre facevi immersioni?

La tutela del mare inizia dal comportamento responsabile di ognuno di noi. Se durante un’immersione o altre attività in mare noti una rete da pesca abbandonata, persa o incastrata sul fondale, segnala il ritrovamento al Parco naturale Punta Grossa (+386 (0)5 66 53 091, kpdr@zavod-ankaran.si). In questo modo, le autorità competenti potranno provvedere al recupero e alla rimozione in sicurezza della rete, evitando così l’ulteriori perdite di organismi marini.

 

 

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