
Emi želi nadaljevati svojo odbojkarsko pot v katerem od priznanih tujih klubov. (Foto: VolleyballWorld) / Emi desidera continuare la sua carriera di pallavolista in una delle rinomate squadre straniere. (Foto: VolleyballWorld)
Come descriverebbe in tre parole l’esperienza dei campionati mondiali?
“Credo che le migliori parole per descrivere l’esperienza siano emozionante, nuova e indimenticabile. La partecipazione ai campionati mondiali è stata una novità sia per me, la nuova arrivata della squadra, sia per le giocatrici più anziane ed esperte. È stata un’esperienza emozionante soprattutto perché giocare per il proprio paese non è come giocare con la squadra di casa, è molto diverso. C’è una pressione differente, ma sicuramente positiva. Anche incontrare dal vivo le giocatrici che ammiri e segui in televisione, o addirittura giocare contro di loro è un’esperienza indimenticabile”.
Nei giornali hanno evidenziato che era la più giovane e la più piccola tra le giocatrici. Ad Ancarano sappiamo bene che in campo si fa sentire. È stato così anche in Thailandia?
“(Sorride.) All’inizio no, perché mi ci è voluto un po’ per abituarmi alle nuove compagne di squadra, poi mi sono rilassata. Farmi sentire e saper incoraggiare la squadra mi sembra una parte importante della pallavolo. Penso di svolgere bene questo compito.”

S svojo nalezljivo energijo Emi Jurič pripomore, da ekipi nikoli ne zmanjka elana. (Foto: VolleyballWorld) / Emi Jurič con la sua energia coinvolgente mantiene sempre alto il morale della squadra. (Foto: VolleyballWorld)
È bravissima anche in ricezione e, di solito, questo è anche il suo ruolo nella squadra. Il CT Alessandro Orefice per i mondiali le ha assegnato il ruolo di libero. Questo cambiamento è stato di suo gradimento?
“Ho già giocato come libero nelle categorie giovanili, quindi per me non è stato un grande cambiamento. Tuttavia, giocare come libero nella squadra nazionale è sicuramente diverso, il livello è differente e anche i compiti si distinguono leggermente.”
Lei ha una gemella, Tani, che ha segnato il punto decisivo per le qualificazioni dello scorso anno, portando così la squadra nazionale ai mondiali, ma poi ha dovuto fermarsi a causa di un infortunio alla spalla. Com’è stato giocare senza il suo punto di riferimento, come la chiama lei?
“Senza Tani è sicuramente diverso. Mi aiuta sempre durante la partita, ci incoraggiamo a vicenda. Quando è con me, mi sento più sicura. Ma dato che la guarigione si protrae, mi sono in qualche modo abituata a giocare senza di lei, anche se con lei mi sento sicuramente meglio”.
Come l’hanno accolta nella squadra di casa dopo il ritorno dalla Thailandia?
“Il giorno del ritorno prima sono andata a casa a riposarmi un po’, perché il viaggio dalla Thailandia è stato davvero lungo. La sera i membri della squadra mi hanno fatto una sorpresa. Dopo l’allenamento sono venuti a trovarmi a casa e mi hanno portato una torta, dei fiori ed un poster”.
Quali nuove conoscenze e competenze acquisite ai campionati mondiali porterà ad Ancarano?
“Sicuramente la buona collaborazione all’interno della squadra è molto importante anche con gli allenatori. Ad Ancarano questo c’è già ma si può sempre migliorare. Nella nazionale c’è anche un alto livello di professionalità negli allenamenti, l’approccio allo sport è diverso, nel senso che la pallavolo viene davvero prima di tutto il resto.”
Al Club di pallavolo di Ancarano state iniziando una nuova serie di gare nella serie A femminile. Quali sono le vostre aspettative?
“Penso che la squadra abbia una buona preparazione e sia affiatata, quindi, ho grandi aspettative e spero in qualche medaglia”.
Come vede il futuro della pallavolo femminile slovena?
“Molti forse sottovalutano la pallavolo femminile slovena perché in passato non ha ottenuto grandi risultati. Ma penso che l’attuale generazione di giocatrici abbia chiaramente dimostrato il grande impegno profuso per portare la nazionale femminile al livello di quella maschile. Anche nelle selezioni giovanili ci sono molte ragazze promettenti che si stanno impegnando per raggiungere obiettivi importanti”.
Cosa desidera per il suo futuro?
“Il mio primo obiettivo è concludere gli studi al Ginnasio sportivo di Capodistria. Questa stagione giocherò ancora ad Ancarano, ma per il futuro non ho ancora progetti concreti. Mi piacerebbe giocare a pallavolo anche all’estero, nelle migliori squadre e nei migliori paesi del mondo”.
Dove preferirebbe andare?
“Tra i paesi stranieri, l’Italia è quello che mi è più vicino, sia per la distanza sia per lo stile di vita. Mi piace tanto la squadra di Conegliano, che al momento è la migliore del mondo”.
Redazione