L’edizione di quest’anno è stata dedicata all’Anno di Kosovel e ai poeti scomparsi Andrej Medved e Aleksander Peršolja, mentre l’evento è stato condotto da Irena Urbič. Dopo i saluti di benvenuto della vicesindaca di Ancarano, Martina Angelini, è seguita una commovente recita di versi di quattro brillanti poetesse, in un intreccio di sloveno, italiano e dialetti, accomunate da contraddizioni esistenziali e interrogativi sull’identità e sul patrimonio culturale.
Ester Gomisel, una giovane slovena di Trieste, esplora con passione le sfaccettature delle parole slovene e da esse ricava i suoi versi. Marina Cernetig, poetessa e operatrice culturale della Benecia, che scrive nel dialetto delle valli del Natisone, esprime nelle sue poesie le contraddizioni esistenziali e le questioni relative all’identità del patrimonio culturale. Rosanna Bubola, poetessa e attrice istriana, attraverso una poesia tagliente ed emotiva parla di violenza, manipolazione, mancanza di empatia e ferite personali. La politologa e sociologa Glorjana Veber, invece, nei suoi testi spazia dal mare come parte dell’universo metafisico alle fessure intime della solitudine.
A rendere l’evento ancora più speciale è stato il gruppo Etnoploč, in cui si esibiscono magistralmente Aleksander Ipavec (fisarmonica), Pjero Purich (sassofoni, duduk) e Matej Špacapan (tromba). E, non da ultimo, la Serata di poesia adriatica non sarebbe stata possibile senza il sostegno del Comune di Ancarano, della Biblioteca centrale “Srečko Vilhar” di Capodistria, del Fondo pubblico per le attività amatoriali e dell’Associazione dei pensionati di Ancarano.

Il Trio Etnoploč ha saputo dare un tocco speciale alla serata con la sua musica. (Foto: Biblioteca di Capodistria)