Già nel settembre 2025 il Comune aveva segnalato alcune soluzioni discutibili e chiesto il ritiro della proposta. Visto che le osservazioni non sono state prese in considerazione, ha fatto ricorso ai mezzi legali che aveva annunciato all’epoca.
Particolarmente problematica è l’esclusione dell’inquinamento acustico delle navi dal regolamento. Per questo non valgono i limiti e i meccanismi di tutela previsti, cosa particolarmente importante per chi vive vicino al porto di Capodistria e alla zona di ancoraggio nel Golfo di Capodistria. Il comune ritiene che una normativa del genere violi il diritto a un ambiente di vita sano e il principio di uguaglianza. Anche il Servizio per la legislazione del Governo della Repubblica di Slovenia ha fatto notare la situazione giuridica svantaggiata dei residenti vicino ai porti.
Il Comune riceve da anni reclami per il rumore diurno e notturno. Fa inoltre notare che è stato coinvolto nella discussione con il ministero solo dopo l’approvazione del regolamento. Le misurazioni del rumore concordate all’epoca sono state effettuate nel settembre 2026, in un momento in cui nel porto non c’era la consueta attività di trasbordo. Il comune dubita quindi che tali misurazioni riflettano adeguatamente l’effettivo disagio dei residenti.
Il sindaco Gregor Strmčnik sottolinea: «Ancarano vive con il porto e ne capisce l’importanza per la Slovenia, ma l’attività portuale non deve significare un livello inferiore di protezione per le persone che vivono nelle vicinanze. Il rumore non è meno dannoso per le persone solo perché proviene da una nave. Ci aspettiamo che la Corte costituzionale valuti nel merito la conformità del regolamento alla Costituzione, al diritto a un ambiente di vita sano e al principio di uguaglianza.»
Potete leggere di più nel COMUNICATO STAMPA e nella stessa RICHIESTA DI GIUDIZIO COSTITUZIONALE.