Il Comune di Ancarano partecipa come partner al progetto RISTANC, che riunisce partner nazionali e internazionali (CRS Capodistria, che ricopre il ruolo di capofila, tutti e quattro i comuni istriani, l’Università di Nova Gorica, KID Pina, l’Istituto YouSea, l’Università di Stoccolma e l’Università dell’Europa Centrale di Vienna) con un obiettivo comune: trovare soluzioni per capire e gestire meglio il nostro mare.
Oggi, in Slovenia, le varie istituzioni esercitano le proprie competenze in ambito marittimo in modo piuttosto frammentato e autonomo, il che non permette un approccio globale, che invece è fondamentale, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici. Nell’ambito del progetto è stato creato un Gruppo di cooperazione locale, di cui fanno parte anche i rappresentanti di quattro comuni istriani. La maggior parte dei compiti amministrativi, delle decisioni di sviluppo e degli interventi concreti sulla costa e in mare viene svolta proprio a livello comunale. Anche quando le attività sono portate avanti dai servizi statali, sono soprattutto le persone del posto a sentirne le conseguenze, che spesso si ripercuotono anche sugli habitat sensibili e sull’intero ecosistema marino.
Con gli ancoraggi ecologici si riduce l’impatto sugli habitat sensibili
Il Comune di Ancarano partecipa in modo attivo al progetto, in particolare alla sfida dimostrativa volta a promuovere le buone pratiche relative agli ormeggi ecologici nel mare sloveno. L’ancoraggio in zone con habitat sensibili provoca danni o addirittura la distruzione delle distese di alghe marine, delle formazioni di cistoseira e di altri habitat biogenici. Gli ormeggi ecologici, posizionati in aree adeguate, potrebbero invece – come dimostrano le esperienze di altri paesi del Mediterraneo – ridurre significativamente questo impatto.
RISTANC non è quindi solo un progetto di ricerca, ma un’occasione per creare nuovi modi di collaborare e gestire il territorio, che contribuiranno a preservare a lungo termine il mare sloveno per le generazioni future.